La collana, diretta da Michela Canepari, vuole essere un punto di raccordo per pubblicazioni inerenti allo studio dei linguaggi specialistici di varie lingue e di diversi ambiti disciplinari. Si pone come un contenitore di ampio respiro in cui far confluire saggi di interesse e tagli differenti, atti ad approfondire, arricchire e sviluppare gli studi condotti sui linguaggi specialistici a livello internazionale.
La crescente specializzazione delle nostre società e l’internazionalizzazione di ambiti quali quello medico e scientifico rendono lo studio (e la traduzione) delle lingue di specializzazione un aspetto sempre più prioritario nel nostro mondo globale. Ciò appare ancor più rilevante in considerazione del fatto che la realtà odierna è segnata da significativi flussi migratori, che rendono le questioni di comunicazione interculturale e traduzione essenziali anche in ambito specialistico.
In effetti, la natura stessa della contemporaneità incrementa notevolmente l’esposizione dei “non-specialisti” a sfaccettature della realtà di cui prima non si sarebbe potuta avere esperienza, in quanto considerate dominio esclusivo degli esperti. In questo senso, l’avvento della cultura mediatica e le trasformazioni portate dalla tecnologia hanno cambiato il modo in cui ci rapportiamo alla realtà e interagiamo con gli altri esseri umani.
Lo studio dei linguaggi specialistici, la loro traduzione e i relativi percorsi di formazione assumono quindi un’importanza cruciale nella gestione delle società e delle vite dei singoli. In considerazione della rilevanza dell’argomento, la collana – alla quale in un prossimo futuro saranno collegate anche altre attività accademiche e professionali – rappresenta un solido punto di partenza per affrontare la questione da una varietà di prospettive critiche.
Segue un elenco (non esaustivo) degli argomenti d’elezione per le pubblicazioni:
I volumi della Collana sono sottoposti a un sistema di double-blind peer review.
Per la preparazione dei manoscritti, si invita a consultare le norme editoriali della collana.
Norme editoriali
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COMITATO SCIENTIFICO
Prossima pubblicazione
This volume explores the profound transformation of healthcare communication shaped by artificial intelligence, telemedicine, and online platforms.
The work first investigates the realm of popularization and media by examining how expert medical discourse is recontextualized for lay audiences through digital news outlets, social media platforms such as Instagram and YouTube, as well as podcasts. This section highlights the shift toward multimodal and accessible communication in the public sphere.
The focus then moves to teaching in digital contexts, where the text examines the integration of machine learning and multimodal simulations into specialized Medical English curricula. This includes the use of serious games and creative tools like Audio Description to enhance pedagogical engagement. Finally, the volume addresses the evolving field of translation and interpretation, specifically reinforcing the vital role of human expertise and post-editing to ensure ethical and accurate patient care.

Volumi pubblicati nella Collana
“Il binomio di Newton è bello come la Venere di Milo”, scriveva Álvaro de Campos, non a caso ingegnere navale, oltre che cantore della modernità tecnologica e della scienza come umanesimo superiore. Scienza e arte si intersecano in questi percorsi, non alla ricerca del sublime nella scienza, né dei punti di contatto tra scienziato e artista, ma della presenza di tratti caratteristici delle microlingue scientifico-professionali in una selezione di prose letterarie. Lo studio riguarda una selezione di testi di autori canonici nel sistema letterario portoghese e coinvolge quattro macro-ambiti: edilizia e architettura, nautica e arte piscatoria, agricoltura e botanica, linguaggio medico. Nessuna delle opere studiate è strutturalmente settoriale, ma tutte contengono, in varia misura, caratteristiche ricorrenti delle microlingue professionali, del gergo e, più in generale, dei linguaggi non del tutto accessibili ai “non-iniziati”. Sebbene le tracce più evidenti di specializzazione linguistica si collochino sul piano lessicale, si è cercato di non limitare l’analisi alla terminologia, ma di prendere in considerazione anche fenomeni morfosintattici e, quando possibile, alcuni aspetti pragmatici legati al parlato in situazione. I tratti microlinguistici di questi testi non sono un elemento marginale: al contrario, caratterizzano profondamente sia gli scenari che i personaggi, questi ultimi quasi sempre specialisti delle arti e dei linguaggi di cui sono portatori.


The volume presents the first systematic adaptation of the CLIL approach to the structural and cultural specificities of the Russian language, offering a solid theoretical and methodological framework together with practical tools for lesson planning.
The second part brings together teaching units and applied models developed within the “Il russo in classe” training courses at the University of Parma, complemented by hands-on activities and self-assessment questions.
Addressed to teachers and trainers, educators in Russian schools abroad, and university students, the manual supports the design and implementation of CLIL pathways in the Russian context.
Quest’opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC BY-NC-ND 4.0)
Languages change over time and, in Saussurean terms, they function as “social institutions.” This does not imply, however, that every linguistic modification is immediately or directly correlated with shifts within the community. The correlation between language and society is generally more pronounced in semantic and lexical modifications than in morphosyntactic changes. Indeed, while grammatical tools evolve, their transformation is often more closely tied to specific socio-historical events than to the broader, abstract relationship between language and the social structure as a whole.


Il volume propone alcune riflessioni in merito ai recenti sviluppi della metodologia CLIL, sempre più centrale in ambito formativo, e suggerisce strategie atte a favorire l’erogazione di tali percorsi in una vasta rosa di realtà scolastiche.
Dopo una prima parte dedicata alle questioni teoriche, la seconda sezione del volume raccoglie testimonianze di percorsi attivati che si sono rivelati esperienze estremamente motivanti e altamente formative, tanto per i docenti quanto per i discenti. Di facile fruizione, CLIL 2.0 coniuga l’apparato teorico all’esperienza diretta degli autori, offrendo esemplificazioni pratiche che auspichiamo possano fungere da ispirazione per i futuri insegnanti.