Il vangelo socialista

“Il carattere autoritario di ciò che viene chiamato il «socialismo reale o maturo» non è una deviazione rispetto alla dottrina, una degenerazione frutto di una data somma di errori, bensì la concretizzazione delle implicazioni logiche dell’impostazione rigidamente collettivistica originariamente adottata” (Bettino Craxi)

Licosia, eBook (ePub, Kindle) 2016 – pp. 222

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Descrizione

Il vangelo socialista, scritto da Bettino Craxi e Luciano Pellicani, comparve per la prima volta su “L’Espresso” nell’agosto del 1978 e fece scandalo. In poche pagine Craxi tagliava i ponti con i dogmi del marxismo-leninismo e con la tradizione palingetico-rivoluzionaria e apriva una via per conciliare il socialismo con il mercato e la società liberale. Con quel testo la svolta socialista, che da anni Craxi andava preparando, si annunciava al mondo e la lotta con il PCI entrava nella sua fase più intensa.

Il motivo è presto detto. Se è vero, infatti, come certamente è vero, che la storia della sinistra italiana è fatta di lotte intestine, scissioni e lacerazioni, è altrettanto vero che se si guarda a tale storia da una diversa angolazione una piena concordia regna tra le diverse anime della sinistra: sono tutte unanimi nell’individuare la meta finale nella collettivizzazione dei mezzi di produzione e nella conseguente fuoriuscita dal regime capitalistico; per tutta la sinistra italiana il nemico resta il capitalismo.

A tale proposito scrive Massimo Salvadori: «in Italia la sinistra maggioritaria non ha aderito alla filosofia del gradualismo riformistico. Ha bensì praticato, e su vasta scala, il gradualismo, ma sempre come mezzo, adattamento, mai perché riconoscesse in questo un valore e una cultura prevalente. E, essa si è costantemente presentata quale forza organizzata in vista della rivoluzione e portatrice di una teoria basata sulla critica radicale del capitalismo».

L’unica eccezione è stata Bettino Craxi e il suo rinnovamento socialista.

 

INDICE

  • Introduzione (Nunziante Mastrolia)
  • Il vangelo socialista (Bettino Craxi)
  • Che cosa c’è dietro il vangelo di Craxi (Alberto Sensini)
  • Il Psi alle prese con gli antenati (Leo Valiani)
  • Chiarire non deformare (Bettino Craxi)
  • Leninismo: è il partito che decide posto degli operai (Giuseppe Bedeschi)
  • Comunisti e socialisti (Paolo Franchi)
  • Ecco le fonti di Craxi (Paolo Spiano)
  • La sinistra deve superare i vizi dello statalismo e del centralismo (Luigi Covatta)
  • La terza via non esiste (Norberto Bobbio)
  • C’e’ chi vuole «compromettre» Marx con il conte di Cavour (Ugo Finetti)
  • È morto Garibaldi? (Giorgio Ruffolo)
  • E’ in gioco il futuro della sinistra (Federico Coen)
  • Né pseudo marxismo né opportunismo (Gilles Martinet)
  •  Uno dei presupposti del socialismo è la critica del «socialismo reale» (Massimo  L. Salvadori)
  • Un socialismo di mercato? (Luciano Pellicani)
  • Chi ha paura di Craxi (Luigi Pintor)
  • Noi bizantini e il leninismo (Vittorio Strada)
  • Il leninismo, la democrazia, il comunismo italiano (Nicola Badaloni)
  • E’ la cultura dell’assoluto che porta al totalitartsmo (Luciano Cafagna)
  • Democrazia, libertà, socialismo nella realtà della lotta di classe (Alberto Asor Rosa)
  • Alle radici del marxismo  (Luciano Cavalli)
  • Berlinguer marcia indietro (Claudio Martelli)
  • I tarocchi di Lenin  (Marco Piranti)
  • Nessun socialismo è pensabile senza la democrazia politica (Umberto Cerroni)
  • Socialisti che pensano da socialisti  (Ugoberto Alfassio Grimaldi)
  • I duellanti   (Alberto Ronchey)
  • Egemonia   (Pier Carlo Masini)

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