Pubblicato il

La rivolta di Sapri

Si terrà il prossimo 5 dicembre presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Salerno il dibattito su “Le rivolte meridionali degli anni ’70”, che trae spunto dal volume “La rivolta di Sapri” di Franco Maldonato (Licosia). 


Nel 1979, alla fine di luglio, Sapri è in rivolta. «Bloccata la ferrovia al Sud, l’Italia si ferma a Sapri»: con questo titolo a tutta pagina, il ventinove luglio, Eugenio Scalfari apre la prima di “Repubblica”. Mille persone si sono assiepate sui binari e in trecento distesi sul selciato della Tirrenica Inferiore. L’Italia è spezzata in due! Il Mezzogiorno, a quel tempo, è ancora percorso da fremiti rivoltosi, con la polizia che spara, morti e feriti sulle barricate, uccisioni di cittadini che avevano avuto il solo torto di affacciarsi alla finestra, municipi messi a ferro e fuoco, interruzioni di pubblici servizi e delle grandi vie di comunicazione: Avola, Battipaglia, Reggio Calabria, L’Aquila e Eboli sono il teatro di questi avvenimenti, tipici di altre stagioni della vita nazionale. E infine Sapri, dove l’ospedale dopo trent’anni non è finito. E si muore perché non c’è nemmeno un’autoambulanza o non ha benzina o non c’è l’autista.

Franco Maldonato, avvocato, ha scritto per i quotidiani La Voce Repubblicana, Roma e Il Quotidiano della Basilicata, per i settimanali Gazzetta di Salerno e La Voce della Campania e per i mensili Tabloid, Verderame e La nuova giustizia . Ha pubblicato Mezzogiorno nuovo e antico (2004), La staffetta (2007) e, con lo storico Alfonso Conte, Gioacchino Murat, Re di Napoli (2011). Per i tipi di Iride (Rubbettino), è uscito nel 2015 il romanzo storico Teste mozze, che l’antropologo Marino Niola ha definito il NOI CREDEVAMO della letteratura.

De La Rivolta sono state già pubblicate due edizioni, nel 1985 e nel 1999. 

Pubblicato il

Simonetta Ronco, Mnemosine e Giuditta Sidoli. Biblioteca Universitaria di Genova, 12 dicembre.

Si terrà il prossimo 12 dicembre nella splendida cornice della Biblioteca Universitaria di Genova la presentazione ufficiale della collana editoriale di Licosia, Mnemosine, diretta dalla prof.ssa Simonetta Ronco che è anche autrice del primo volume “Giuditta Sidoli. Vita e amori”, di cui si dibatterà in quella occasione.

La collana Mnemosine non è un semplice contenitore di opere edite, ma un vero progetto editoriale. Come scrive Simonetta Ronco: “Le donne sono figlie del proprio tempo, ma hanno anche la straordinaria capacità di superare i confini della storia e della cronaca per rimanere sempre attuali. Con la collana Mnemosine vogliamo dare vote a tutti i personaggi femminili trascurati o dimenticati, a quelle donne che hanno partecipato a vario titolo alla storia dei fatti e delle idee, fornendo un loro contributo di dedizione, amore, coraggio”

Pubblicato il

Reclusione, presentazione libreria Pandora (Fabriano, 17 novembre)

Sabato 17 novembre si è svolta presso la libreria Pandora di Fabriano la presentazione del romanzo Reclusione di Alessandro Cartoni, di fronte a un pubblico numeroso e particolarmente attento. Ha introdotto il volume il giornalista Gian Pietro Simonetti con una ampia contestualizzazione delle tematiche care all’autore e opportuni riferimenti alle opere precedenti. Nel volume funzionano come trame narrative alcuni fili sottili che possono essere riassunti in tre elementi: un segreto familiare, l’assillo di una fantomatica procedura e il rapporto con la scuola. I capitoli, scritti in prima persona, sono scanditi in modo alternato e consentono di seguire le peripezie dell’eroe (che è ovviamente un antieroe) nei suoi spostamenti dalla casa in collina all’istituto. La scuola viene identificata con questo sostantivo dal sapore foucaultiano proprio per qualificarne la sostanza di “istituzione totale”, di dispositivo che contribuisce a saldare l’ordine sociale dispensando lacerti di reclusione quotidiana. Ma il termine “reclusione” che dà titolo al romanzo deve essere inteso anche nella sua spessa ambiguità e quindi anche in accezione positiva. Reclusione è anche il tentativo del protagonista di rinchiudersi con la sua donna nella grande casa in collina attendendo il momento propizio per ottenere giustizia. In atmosfere autunnali dai colori dark e in una spasmodica e straniata tensione si sviluppa una vicenda paradossale vissuta in presa diretta da una personalità come quella del protagonista a metà tra un disadattato e un serial killer. Tuttavia questo occhio, perturbante e perturbato, ci consente, attraverso la sua lente di percezione del mondo di intravedere cose e uomini in una luce differente.

Pubblicato il

Il Melograno dell’Antica Paestum

Si è svolta lo scorso 27 ottobre la presentazione del volume “Il melograno dell’antica Paestum” (Licosia) di Fernando La Greca presso il Museo Archeologico di Paestum in occasione della seconda Festa del Melograno. 

Il volume si propone la promozione e la valorizzazione del melograno a tutti i livelli nel territorio salernitano, in connessione con l’antica Paestum. Vi sono raccolte in traduzione le principali fonti antiche sul melograno, in particolare quelle botaniche e mediche, confermate dalla scienza moderna, che evidenzia le sue molteplici virtù salutari e curative. Le numerose attestazioni archeologiche del melograno a Paestum ci assicurano che la pianta era una risorsa importante per la città. Culti, tradizioni e iconografia sopravvivono, in continuità con l’antico, nella figura della Madonna del Granato. Nell’insieme, la ricerca qui presentata è anche un modello e un esempio di come lo studio storico delle risorse di cui godevano gli antichi può consentire oggi la loro riproposizione negli stessi territori, generando occupazione e sviluppo economico.

FERNANDO LA GRECA è Ricercatore di Storia Romana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, e Professore aggregato di Storia Romana e di Antichità Romane. Ha pubblicato volumi ed articoli su argomenti quali le divinità astratte nella religione romana, filosofia e politica a Roma al tempo dei Gracchi, Paestum romana e la sua riscoperta, le risorse economiche della Lucania antica, la cartografia storica del Mezzogiorno d’Italia, le tradizioni romane nella dialettologia e nel folklore.

Pubblicato il

“La flotta napoletana” di Maria Sigaro al Maschio Angioino

Si è svolta a Napoli (Maschio Angioino) presso la Società napoletana di Storia Patria la prima presentazione del volume Flotta napoletana (Licosia, 2018) di Maria Sirago. Insieme all’autrice ne hanno discusso Renata De Lorenzo, presidente della società napoletana di Storia Patria; Guido D’Agostino, presidente dell’Istituto campano di storia delle Resistenza dell’Antifascismo e dell’Età contemporanea “V. Lombardi”; Luca Lo Basso, docente di storia moderna presso l’Università degli Studi di Genova; Raffaele Salvemini, primo ricercatore ISSM-CNR.

Pubblicato il

Fra Mosca e Bruxelles. La via socialista di Craxi nell’analisi di Pennisi

di Giuseppe Pennisi 

FORMICHE.NET 21 OTTOBRE 2018

Sotto quel che è all’apparenza un cumulo di macerie ci sono elementi che hanno influenzato altri movimenti culturali e partiti e che saranno preziosi quando, passata questa confusa fase, ricomincerà a ricostruire l’Italia e l’Europa

Quaranta anni fa, vivevo a Washington dove ho passato più di quindici anni, lavorando alla Banca Mondiale. Il solo giornale italiano che leggevo regolarmente era Il Sole 24 Ore a cui collaboravo con uno pseudonimo; arrivava, via aereo, con alcuni giorni di ritardo. Non era allora facile trovare giornali e periodici italiani in vendita a Washington. Quasi per caso in una libreria (che vendeva anche stampa “straniera”) comprai L’Espresso del 28 agosto1978, che conteneva il saggio firmato da Bettino Craxi, ma in gran misura frutto di studi e riflessioni di Luciano Pellicani, Il Vangelo Socialista.

Da circa tre lustri venivo in Italia solo in vacanza con la famiglia, a casa a Washington non parlavo italiano ma francese (la lingua nativa di mia moglie), con colleghi ed amici. Utilizzavo un italiano, peraltro sempre più scadente, prevalentemente nella mia collaborazione con Il Sole 24 Ore. Mi colpì la ricchezza di cultura politica nel saggio e le strade che apriva alla sinistra italiana, scindendo nettamente liberalsocialismo da marxismo e comunismo. Non ebbi contezza del dibattito che aveva suscitato in Italia (e non solo) quel breve saggio e dei numerosi articoli a cui aveva dato spunto, raccolti alcuni mesi dopo nel volume di Claudio Accardi Pluralismo e Leninismo, Sugarco Edizioni, 1978. Ora il libro di Accardi è stato ripubblicato, con un saggio introduttivo di Nunziante Mastrolia, dalla Licosia Edizioni, con il titolo del saggio di Craxi del 1978 Il Vangelo Socialista. Il libro sarà oggetto di un dibattito alla Fondazione Basso a Roma il 24 ottobre alle 17. Al quarantennale di quel periodo di fermento culturale (e quindi di azione politica), Sergio Romano ha inteso dedicare un articolo su Il Corriere della Sera.

Nel settembre 1978, non potevo immaginare che dopo pochi anni sarei stato in Italia, dove, tra l’altro, avrei fatto parte della redazione di MondOperaio, il mensile del liberalsocialismo, che avrei collaborato con Craxi sia quando era presidente del Consiglio sia nella veste di incaricato del segretario generale delle Nazioni Unite per la soluzione dell’indebitamento dei Paesi in via di sviluppo.

Non è questa la sede né per un Amarcord né per la celebrazione di una ricorrenza. Occorre, però, chiedersi cosa è rimasto di quel fervore culturale e di quella esperienza. Numerosi tra coloro che allora parteciparono attivamente al dibattito aperto dal saggio di Craxi non sono più tra noi. Quelli rimasti sono anziani ed in gran misura al di fuori della politica attiva. I partiti ed i movimenti di ispirazione liberalsocialista e socialdemocratica perdono consenso in tutta Europa (e non solo).

Ciò nonostante il dibattito di allora è stato utile e fruttuoso sia nel medio periodo (gli anni Ottanta e la prima parte degli anni Novanta) sia nel più lungo termine. Allora fu il motore culturale che contribuì sia a sconfiggere il terrorismo e tentativi di svolte autoritarie (quali quella della Loggia P2) ma soprattutto, con l’apporto di a quel tempo giovani economisti liberalsocialisti, a forgiare una politica economica che riuscì a contenere l’inflazione a due cifre (ereditata dalla seconda metà degli Anni Settanta) senza arrestare la crescita, ma anzi potenziandola.

Sotto quel che all’apparenza un cumulo di macerie ci sono elementi che hanno influenzato altri movimenti culturali e partiti e che saranno preziosi quando, passata questa confusa fase, ricomincerà a ricostruire l’Italia e l’Europa. Quasi in contemporanea con il volume sul dibattito nel 1978, è uscito per Mondadori il volume Uno sguardo sul mondo, che racchiude nuovi e inediti appunti e scritti di politica internazionale: sia nell’arco del suo impegno politico, sia negli anni ad Hammamet. È denso di pagine lucidissime ed attualissime, soprattutto sull’integrazione europea, alla quale Craxi non era affatto contrario, ma di cui vedeva già le contraddizioni. E la sua amara ironia (“Solo in Italia sono tutti europeisti purosangue, giovani, vecchi, donne e bambini, da Prodi a Berlusconi: non spiegano bene di cosa si tratta e si tratterà, ma sono egualmente europeisti al cento per cento”) mostra bene quanto avremmo avuto bisogno, negli ultimi anni, non di cori di voci bianche “euroliriche”, ma di una robusta visione eurocritica, eurorealistica, europragmatica.

Il sarcasmo di Craxi si fa feroce sulla “fanfara europeista”, tanto quanto la sua visione è nitida “sull’euro che non sarà un miracolo”. L’ex leader del Psi, tra il 1996 e il 1998, negli anni dell’esilio, ha il coraggio di parlare di una “Unione monetaria prematura, malaticcia”, che “non creerà alcun paesaggio fiorito”, ma “costerà posti di lavoro”. E aggiunge: “Bisogna discutere senza pregiudizi dei rischi dell’euro”. Per capirci, sono più o meno gli stessi anni in cui Romano Prodi sostiene invece che con la nuova moneta “lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se si stesse lavorando un giorno di più”.

Ogni capitolo di questa raccolta merita una lettura attenta, profonda, non di rado commovente. E c’è anche modo di indignarsi, insieme a Craxi, contro l’ipocrisia di comunisti ed ex comunisti italiani: rileggere le pagine dell’archivio Craxi sui rapporti tra Pci e Urss fa pensare ai molti sepolcri imbiancati, miracolosamente sfuggiti al giudizio della storia, servi italiani per decenni di un regime assassino e criminale, e non di rado transitati – successivamente, comodamente, a costo zero – a dare lezioni di principi occidentali, di modernità, e perfino di liberalis.

Pubblicato il

Mastrolia su Radio Ros Brera

In radio una conversazione tra Rosanna Brambilla con Nunziante Mastrolia, autore, editore, docente , analista politico è fondatore della casa editrice Licosia ed Eleatiche, centro di studi e analisi sui futuri possibili. Parliamo di argomenti attuali, con aperture sulla Storia e l’esperienza dell’uomo nell’affrontare la sua evoluzione sociale. Buon ascolto …

Pubblicato il

La democrazia non è un lusso

Non si è parlato di politica di partiti, ma di Democrazia, di intenzioni e valori che dovrebbero interessare tutti, per un vivere comune e partecipato, il 19 settembre, alla cena organizzata dai Lions Club Moncalieri Castello. 
Oggetto di confronto e di discussione sono state le pagine del libro di Francesco Fiumara, “La Democrazia non è un lusso”, pagine che hanno aperto un dibattito culturale molto partecipato ed interessantissimo, su una questione attuale quanto “calda”, i valori passati, attuali e futuri della nostra Democrazia. 


Un tema della nostra storia che riguarda e interessa tutti i cittadini di una Italia che oggi deve fare i conti con un “sistema paese” in continua trasformazione, su tutti i fronti, sociale, economico, finanziario, culturale. 
“La democrazia non può in alcun modo essere considerata una delle tante opere di ingegneria istituzionale che si sono seguite nel corso della storia delle istituzioni politiche” ha spiegato il dottor Fiumara, “ma il più formidabile strumento per diffondere quelle libertà che hanno dato vita al miracolo Occidentale, al fronte di un Oriente ancora in preda al dispotismo asiatico”. 
Molti gli spunti di riflessione rispetto ad un tema che fa discutere, consapevoli tutti che la Democrazia è una conquista del passato da tenere stretta tra le mani, come un gioiello da custodire e sul quale investire con passione intellettuale e civile.

Pubblicato il

Incontri fuori collana: Antonia Costa Galera

Si terrà a Palazzo Montanaro il prossimo 25 ottobre la seconda tappa degli “Incontri Fuori Collana”, in vista del lancio ufficiale di “Mnemosine”, la collana di Licosia diretta da Simonetta Ronco il prossimo 12 dicembre a Genova.

Al centro dell’incontro, la figura di Antonia Costa Galera, personaggio della storia genovese tra sette e ottocento di cui esistono poche pagine per lo più notizie della Gazzetta, lettere o poesie di amici o ammiratori. Sfruttando i rari spunti disponibili si è provato a raccontare un po’ più liberamente la storia di Antonia Costa Galera, collocandola nella Genova di quel tempo, così ricco di avvenimenti e popolato di personaggi che compaiono nelle cronache ben più spesso di lei. 

Pubblicato il

“Garum” e Silvia Pandolfi a Comacchio

Domenica 7 ottobre alle ore 15.00 (in occasione della XX Sagra dell’Anguilla) presso il pronao dell’Antico Ospedale degli Infermi a Comacchio si è svolta la presentazione del libro “Garum” (Licosia) della prof.ssa Claudia Pandolfi. Il libro ricostruisce la complessa vicenda del garum, una salsa di pesce molto pregiata, assai diffusa in età romana. Modererà la presentazione la Dott.ssa Caterina Cornelio direttrice del Museo delta Antico. Seguirà un approfondimento sull’antica Saba e una breve degustazione di Saba e prodotti derivati a cura della contrada e rione di San Paolo di Ferrara.