SPAZI MEDITERRANEI

L’Italia vanta una ricca storiografia per gli studi storici ed economici ma in ambito marittimo non ha avuto un ruolo ben definito. Michela D’Angelo nel suo bilancio sulla storia marittima in Italia (Naval History, Società Italiana di Storia Militare, 2014) ricorda un antico proverbio “Italia, terra di santi, di poeti e navigatori”, rimarcando che quest’ultimo aspetto, dei “navigatori” è stato tralasciato dalla storiografia italiana. Ed ancor oggi essa gioca un ruolo secondario, anche se una enorme documentazione archivistica sulle attività dei marinai e dei commercianti, dei porti, dei vascelli, delle vie marittime e commerciali giace inesplorata negli archivi italiani. Più di cinquant’anni fa Luigi De Rosa in una conferenza su “Vent’anni di storiografia italiana (1965 – 65)” presentata al primo congresso della Società Italiana di Studi Storici rilevava che la storia marittima, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo dei sistemi portuali, i trasporti, le assicurazioni, le costruzioni navali, il commercio, la pesca non ha avuto un grande sviluppo a differenza di ciò che invece è accaduto negli altri Stati europei ed in America. E Giuseppe Galasso all’inizio degli anni ’90 nel suo testo “Il Mezzogiorno e il mare” (ne “La fabbrica delle navi”) notava che il bilancio della storia marittima era più rimarchevole per ciò che si doveva ancora fare che per quello che si era prodotto. Nell’ambito della ricerca scientifica italiana questo aspetto è stato molto spesso considerato parte integrante della storia economica ma non ha mai avuto un suo spazio precipuo. In Italia non ci sono cattedre di storia marittima e la ricerca resta individuale e frammentaria, appannaggio di studiosi della storia economica, moderna e contemporanea che ne analizzano solo alcuni degli aspetti specifici. Perciò questa collana si propone di accogliere tali studi, in modo da offrire un nuovo spazio per una disciplina che sta divenendo sempre più importante, anche grazie ai convegni che si tengono ogni quattro anni a cura della Mediterranean Maritime History Network, nata nel 2002 ed a quelli della International Maritime History Association, anch’essa a cadenza quadriennale.

La collana è diretta dalla prof. ssa Franca Pirolo dell’Università degli Studi di Catania.

FRANCA PIROLO is PhD in History of Industry and Sociology of Mass Media from University of Salerno. She awarded a scholarship for a Doctoral Degree (PhD) in History of the Industry and Sociology of Mass Media at the University of Salerno and a scholarship for a Concentration Study in Economic International History at the Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini”, Prato. She has been Post-doctoral Fellow of the Department of Economics, University of Salerno. Currently, she is Professor in charge for the course of History of Economic Thought at the University of Catania. Among her publications the monograph L’ industria conciaria italiana tra tradizione e innovazione. Il caso della fabbrica Buonanno a Solofra tra Ottocento e Novecento, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2011.

 

Comitato scientifico internazionale

Franca Pirolo, Ricercatore di Storia Economica, Università degli Studi di Catania

Yukimura Sakon, Associate Professor, Center for Transdisciplinary Research, Faculty of economics, Niigata University

Maria Sirago, Laboratorio di Storia Marittima e Navale, Genova

Gabriel Guarino, Lecturer in Early Modern History, School of English and History, Ulster University

Erminio Fonzo, ricercatore di Storia Contemporanea, Università degli Studi di Salerno.

Lucia Picarella, Ph.D. in Theory and History of Comparative Political, Institutions, Universidad Católica de Colombia

Stefano Magagnoli, Professore Associato di Storia Economica all’Università di Parma

Ida Mauro, Professore Associato del Departamento de Historia y Arqueología la Universitat de Barcelona

 

 

I volumi della Collana sono sottoposti ad un sistema di double blind referee