I difensori dell’Occidente, curato da Giampietro Berti, Nunziante Mastrolia e Luciano Pellicani, è il primo volume della collana “Sociologia e Filosofia”, diretta da Berti e Pellicani.

Il volume raccoglie gli scritti, di alcuni tra i maggiori studiosi italiani, dedicati a quegli intellettuali che, negli anni in cui più duro era lo scontro ideologico nel corso della Guerra Fredda, si schierarono in difesa delle “società aperte” occidentali.

I difensori dell’Occidente contiene saggi di Francesco Berti su Vassilij Grossman; di Gianmarco Pondrano Altavilla su Albert Camus; di Nunziante Mastrolia su Bertrand Russell; di Luciano Pellicani su Simone Weil e Raymond Aron; di Corrado Ocone su Benedetto Croce; di Fabio Nicotera su Ortega y Gasset; di Giuseppe Bedeschi su Norberto Bobbio; Renato Cristin su Edmund Husserl; di Girolamo Cotroneo su Jacques Ellul; di Giampietro Berti su Guglielmo Ferrero; di Alessandro Orsini su Filippo Turati; di Gaetano Pecora su Gaetano Salvemini; di Sabatino Truppi su Milovan Gilas; di Renata Viti Cavaliere su Hannah Arendt; di Raimondo Cubeddu su Friedrich von Hayek; di Luigi Fenizi su Ignazio Silone; di Lorenzo Infantino su Ludwig von Mises; di Danilo Breschi su Rodolfo Mondolfo; di Giuseppe Giordano su Edgar Morin; di Riccardo Campa su George Orwell; di Dario Antiseri su Karl Popper; di Antonio Tedesco su Carlo Rosselli.   

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Recensioni:

Il 7 maggio del 2016 Il Foglio ha pubblicato una anticipazione del volume intitolata “Un tram chiamato rivoluzione”, che riporta un estratto del saggio di Luciano Pellicani dedicato a Simone Weil. Qui, l’articolo.

Il 26 luglio del 2016 Il Giornale ha pubblicato una lunga recensione del volume a firma di Dino Cofrancesco, che può essere letta cliccando qui.